9 Marzo 2021
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Leonardo Malaguti

Leonardo Malaguti, Bologna, classe 1993, scrittore.
Laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’ateneo La Sapienza di Roma, sono stato finalista al Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza con il romanzo d’esordio “Dopo il diluvio” (Exòrma Edizioni, 2018). Produco immagini a parole, a voce, su carta, palco o schermo e scarabocchio compulsivamente qualsiasi superficie mi capiti a tiro.

I Bit di Leonardo

Il paradosso dello specchio

Di quanto siano infidi gli specchi e ciò che riflettono non serve parlare. La letteratura a riguardo è vastissima - uno degli eresiarchi di Uqbar dichiara addirittura che “gli specchi […] sono abominevoli, perché moltiplicano il numero degli uomini”[1] - e pure l’arte figurativa, specialmente dal Novecento in avanti, pullula di riflessi ingannevoli (contro cui Michelangelo Pistoletto[2] - nella foto - sembra nutrire più rancore di altri). Oggigiorno quello che era un oggetto pericoloso e…

Distanze inesistenti

A un primo sguardo, la Endless House è più simile a un nido di vespe, o a gusci spezzati di arachide, che a un edificio. Era il 1924 quando Frederick Kiesler la presentò per la prima volta: l’idea era quella di creare uno spazio abitativo senza distinzione tra pareti, soffitti e stanze, un ambiente organico che generasse una continuità tra corpo umano e architettura, tra architettura e natura. Non fu mai realizzata, se non in…

Questioni di superficie

Foto d’archivio: Los Angeles, anni ’50, scena del crimine. Non conosco i dettagli della vicenda – è un’immagine su cui sono incappato per caso cercando sul web – e, a essere onesto, mi interessano poco. Questa foto intriga non tanto per ciò che sta sotto, ma per quello che appare in bella vista. Il mistero – il filo di ragnatela che intrappola noi mosche – giace sempre in superficie: la composizione della scena è degna…

Un campionario di possibilità (o dell’eclettismo come antidoto all’omologazione)

Nel computer ho una cartella dove raccolgo immagini: frame di film, opere d’arte, scatti dei fotografi più disparati, ritratti di pittori, cantanti, scrittori, o anche solo di personaggi strani. Questa cartella non vuole essere una sorta di altare delle arti – stramba trinità sarebbero Allen Ginsberg, Philip Whalen e William S. Burroughs mezzi nudi in una sauna – quanto un catalogo di forme, colori, volti, un campionario di possibilità. Possibilità, e non “fonti di ispirazione”,…