La realtà è diversa 3 Giugno 2019 – Posted in: 8bit_stories

Qualche anno fa è venuta a mancare una principessa.
Non una principessa qualsiasi.
No.
È scomparsa Leila, la sensualità subliminale di Star Wars.
Minuscola, visino angelico e vendicativo, con un’acconciatura ottocentesca di trecce e doppio chignon. Castigata in una candida tuta spaziale o aggressiva in un bikini borchiato alla Barbarella, è diventata la protagonista di quell’immaginario maschile che custodisce la principessa dei propri sogni, consolidando in maniera sublime quel rincoglionimento che ci accompagna fin dalla nascita.
Ma sì.
Mia cara Leila.
Si sa.
Che poi alla fine comincia tutto da lì, da quando sei bambino.
Con le ninne nanne.
Le saghe di Star Wars.
Le fiabe.
Le stramaledettissime fiabe.
Che ti rimbambiscono con le principesse, che tu le vedi, ti innamori, le rincorri… e anche se devi combattere le peggiori difficoltà – de’ mostri, de’ paura, spade, cavalli e incantesimi – tanto, alla fine, già lo sai che te le sposi.

Allo stesso tempo, però, ti viene detto che un conto sono le fiabe e un conto è la realtà.
Che è diversa.
– Diversa come? – chiedi.
Le risposte sono fra le più sminchiate:
che la realtà può essere persino più bella della fantasia,
che bisogna saper aspettare perché il tempo è galantuomo,
che alla fine tutto torna,
che se hai dato riceverai,
che insomma la realtà… è diversa.
Così, credendo di averti insegnato la differenza, di averti trasferito l’essenziale, ti gettano in mezzo all’avventura della vita, perché oramai sai tutto.
Tutto quello che serve per cavartela da solo.

In verità non sai nulla.
Per di più ti accorgi che di avventuroso nella vita di tutti i giorni c’è davvero poco.
E dato che a te le fiabe piacciono sempre, premono da dentro, ogni volta che incontri una principessa ti cominci a chiedere:
Ma devo iniziare a combattere?
No, quello era nella fiaba, questa è la realtà.
Che è diversa.
Diversa da cosa?
Diversa come?
E la principessa che se ne sta andando come la fermo?
Come la rivedo?
Ed è così che impari. Così…
…Cioè non impari una beata fava.
Perché l’amore non è mica il cavallo bianco, che tu lo cavalchi tutto fico in riva al mare e fra ‘n po’ la incontri e a lei je brilleno l’occhi.
Noo!
Non è mica il bacio al rospo che lei, bellissima, ti dà sul muso prendendoti in mano e trasformandoti in un principe.
Noo!
Non è mica Claudio Baglioni in sottofondo, col gabbiano al tramonto che volteggia sopra il mare.
No, noo!

L’amore è, ad esempio…
quando stai in tuta, sporco e sudato perché hai iniziato a lavorare dalla mattina presto e non ti sei fermato un attimo e all’improvviso, mentre stai andando d’urgenza da un fornitore, all’altro capo della città, ti scoppia una gomma dello scooter, in una strada di periferia, in mezzo alla campagna, imboccando la curva a una velocità niente male e in quello stato, tutto sporco, insanguinato e notevolmente puzzolente – sì, proprio puzzolente, perché mica si sa di preciso in mezzo a quale fosso, fango o chissà cos’altro tu sia andato a infrociare con lo scooter – ti portano via con l’ambulanza per scaricarti nell’anticamera di un cesso puzzolente, puzzolente anche quello, di un pronto soccorso con le piastrelle piccole e celesti, o anche grigie, e ti piazzano seduto su una sedia a rotelle in attesa del tuo turno.
E mentre aspetti…
Lei.
Una Leila passa proprio lì accanto.
Sì, la Principessa.
La vedi, col camice bianco da dottoressa o la tuta bianca spaziale, fai tu, profumata, elegante, che si muove al ralenti col lembo in fondo sbottonato a farti intravedere le gambe, tutta disinfettata, che ondeggia a pochi centimetri da te.
Non sai chi è, non l’hai mai vista prima.
Sai solo per certo che è una principessa. E ti basta.
Una cosa che non sai però, è che tu, a lei, in questo momento fai schifo.
Ma così schifo…
Mentre tu invece ti senti un principe, vestito da principe.
E dato che hai sbattuto la testa nell’incidente, e non hai la situazione per niente chiara e, soprattutto, non ti sei visto allo specchio come stai conciato… inizi a corteggiarla, come un deficiente.
Le dici che sei uno forte, forte come un principe, che sei un poeta, le cominci a parlare di Oriente, vacanze, cene e vestiti…
Con lei che non ti sta a sentire per niente, ti gira intorno, un po’ nauseata e le sole parole che le escono sono quelle dirette al portantino, chiedendogli di infilarti il catetere che sei tutto bloccato.
La vedi indifferente e pensi che questa è la difficoltà della fiaba, l’incantesimo maligno da combattere.
E allora imbracci la spada, vuoi distruggere quella stregoneria che la imprigiona e farti vedere da lei.
Ti carichi, stai per alzarti in piedi ma è già di spalle, che s’allontana.
Ti chiedi come sia possibile, per quale mistero irrisolto non sia rimasta attratta dal tuo fascino irresistibile.
E mentre l’addetto, scazzato, ti sistema il catetere, inizi a parlargli.
Parli, parli… e non ti accorgi che neanche lui ti sta a sentire: ha le cuffiette a palla sintonizzate sulla Roma che gioca in trasferta.
E in quei dieci metri quadrati di cesso confidi a lui, come a un fratello, con le lacrime agli occhi…
Che ti sei appena innamorato.
E che è uno dei momenti più belli della tua vita.

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