Dai tuoi occhi solamente 4 Luglio 2019 – Posted in: Degustazione letteraria

Francesca Diotallevi – 

“Guarda le persone. Le vedi? È solo dentro gli occhi di ogni singola persona che si può vedere il mondo” […] Le storie sono sempre nei volti, sai? Impara a decifrare gli sguardi, a leggere le pieghe della pelle, il modo in cui si atteggia una bocca, e avrai la storia di una persona.”
“E poi… cosa me ne faccio della storia di qualcuno che non conosco?”
“La conservi. Le persone sono distratte, gettano via con noncuranza i loro momenti migliori. Forse sono convinte che torneranno, ma i momenti migliori non tornano. Tutto passa, Vivian.”

Vivian Maier aveva cinque anni quando Jeanne Bertrand, promettente fotografa e amica di famiglia, la invitò, con queste parole, a guardare nel mirino per scattare il suo primo fotogramma. Entrare nelle vite degli altri senza esserne toccata diventerà il suo modo di stare al mondo.
Dai tuoi occhi solamente” (Neri Pozza, 2018) è una magistrale ricostruzione della vita della tata fotografa che ha cambiato la storia della fotografia del XX secolo; una versione romanzata con la quale Francesca Diotallevi ricuce le parti mancanti di una biografia complessa partendo dagli strappi infantili e adolescenziali.
Un romanzo che ha come protagonisti la solitudine dei suoi personaggi, il male di vivere e la rivalsa inconscia delle frustrazioni subite. Una storia colma d’amore per la fotografia e per la scrittura che si intreccia con le vicissitudini della donna al servizio della famiglia Warren come tata dei loro figli; un continuo alternarsi di rimandi al passato, un lento srotolarsi di quelle emozioni che non si riescono a cancellare e che sembrano aver designato un percorso di vita nel quale il sentimento non è concesso.
Ingredienti emotivi importanti compongono la storia, dal sapore deciso ma raccontati con un’eleganza e un’armonia che catturano immediatamente il lettore già dalle righe della prefazione, ponendolo come ascoltatore silenzioso e rispettoso dei drammi subiti sul palcoscenico della vita dove solo i bambini sanno essere puri. Forte è il senso di protezione verso di loro, quel bisogno di essergli accanto nel periodo più fragile della loro esistenza, lo stesso nel quale nessuno aveva preservato Vivian dalle follie familiari. Amori impossibili, traviati dall’ignoranza e dalla paura di vivere, dal periodo storico difficile dove una bottiglia di scotch a volte è più lenitiva di qualsiasi gesto o parola.
Gli innumerevoli rullini di fotografie mai stampate e conservati per la paura di ritrovare immagini distorte rispetto al momento magico che le aveva catturate, rappresentano le pagine di un diario segreto da non far leggere a nessuno, lei compresa.
“Dai tuoi occhi solamente” è un inno alla paura di amare di chi non ha mai imparato ad accettarsi, dove l’analisi interiore si interseca con l’odio alimentando il senso di disagio di sapersi strappati dalle proprie radici, incapaci di ricominciare veramente e cercando sempre una via di fuga.
La fotografa invisibile attraversa così le vite degli altri facendole sue, applicando la dura filosofia del distacco ogni volta che si sente coinvolta, disposta a rinunciare anche a quella persona, l’unica, nella quale i suoi occhi sanno rispecchiarsi e che ha intuito essere capace di sollevare il velo dietro il quale si cela la sua fragilità.

Vivian Maier morirà nel 2009, senza sapere che tutte le meravigliose foto scattate con la sua Rolleiflex, che la consacreranno come grandissima fotografa, vedranno la luce grazie a John Maloof che le acquisterà per soli 380 dollari a una casa d’aste. L’unica testimonianza della donna è una frase scritta a margine di un foglio ritrovato tra gli effetti personali:

“Ho scattato così tante foto per riuscire a trovare il mio posto nel mondo.”

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